Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

domenica 31 ottobre 2010

Un Vescovo modernista favorevole alle unioni civili...

 


lettera aperta a Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno

Eccellenza,

leggo con sconcerto l’articolo comparso sul Tirreno di pochi giorni, a firma di Luciano De Majo, nel quale si rende noto che "il registro delle unioni civili non dispiace affatto a monsignor Paolo Razzauti, vicario della diocesi per la città e parroco della Cattedrale" e che, anzi, questi "lo apprezza come segno di rispetto per ogni persona". Come tutti sappiamo, Eccellenza, si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del matrimonio. L’istituto delle unioni civili pare dunque ingiustificato sotto molteplici profili. Sotto un primo profilo, logico-giuridico, le unioni civili appaiono ingiustificate perché si vuole da un lato evitare il matrimonio quale fonte di regolamentazione giuridica e dall’altro si chiede comunque una regolamentazione giuridica dell’unione civile. Si chiede all’ordinamento, in altre parole, di provvedere ad una regolamentazione giuridica (com’è nel matrimonio), ma con uno strumento diverso dal matrimonio. Inoltre, sempre in un’ottica laica, la Costituzione non riconosce forse "i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29 cost)?! Sicuri allora che queste unioni civili siano conformi al dettato costituzionale?! In ogni caso, è bene ripeterlo, chiedere all’ordinamento di provvedere ad una regolamentazione giuridica (com’è nel matrimonio), ma con uno strumento diverso dal matrimonio, pare francamente un capriccio. A meno che… E qui vengo al dunque. E a ciò che ci interessa maggiormente perché chiama in causa la dottrina cattolica. Pare un capriccio perché è come se io chiedessi allo Stato di riconoscere una situazione giuridica analoga alla proprietà, di riconoscermi, in altre parole, le stesse facoltà derivanti dal diritto di proprietà, ma attraverso un altro diritto che non sia più la "proprietà", bensì, ad esempio, il "diritto di cosa mia". E’ evidentemente un capriccio, come dicevo, a meno che non si voglia giungere oltre. E questo è il punto. Non si vuol forse, in questo modo, legittimare le unioni omosessuali, aggirando l’art. 29 della Costituzione che fa riferimento alla famiglia eterosessuale con il termine "naturale"?! Se, come pare ovvio, quel "società naturale" è un riferimento giusnaturalistico alla famiglia eterosessuale, il matrimonio in Italia, proprio per dettato costituzionale, non può che essere fra uomo e donna. Di qui la necessità di pro vvedere ad un altro istituto giuridico (quello delle unioni civili) per legittimare e dare regolamentazione giuridica a forme di convivenza omosessuale che non potrebbero, per quanto fin ora detto, trovare formalizzazione giudica nel matrimonio. Ecco allora che, forse, non è un capriccio, ma una strategia ben precisa di qualcuno a cui mons. Razzauti ha dato credito e sostegno, infangando l’intera Chiesa diocesana livornese e il Vescovo stesso, di cui è vicario diocesano. Forse, dal momento che mons. Razzauti dice che "il matrimonio è un atto fra un uomo e una donna", egli stesso non ha capito a quale drammatico gioco si è prestato con questa sua dichiarazione, visto che, come detto, lo sbocco naturale delle unioni civili è nelle unioni omosessuali. O forse lo ha capito perché dicendo che "il matrimonio è un atto fra un uomo e una donna" non dice che di egual natura debba essere anche l’unione civile, cui si è dichiarato favorevole. Insomma, Eccellenza, un bel pasticcio. Anzi: un vero e proprio dramma dato che, come ha detto anche un parroco, "queste dichiarazioni gravissime ed erronee creano grande confusione nel popolo cristiano". Questo è il dramma, Eccellenza, Lei lo sa benissimo. In conclusione, Eccellenza reverendissima, due cose. La prima: chiarisca al suo vicario (che non ha fatto altro che ripetere in continuazione che "prima di tutto viene il rispetto, ogni persona va rispettata: è la base della nostra convivenza") che, per la dottrina cattolica, c’è sempre rispetto per la persona, ma mai il rispetto per l’errore (che pure lui tenta di legittimare). In secondo luogo, Eccellenza, per il bene della nostra fede, la prego di fare chiarezza e di smentire pubblicamente le affermazioni erronee del suo vicario diocesano. Diversamente, i fedeli si troveranno nella più totale confusione e saranno portati a credere che questa Dioc esi non è più in comunione con la Santa Sede.

Certo che, da successore degli Apostoli quale Sua Eccellenza è, Ella vorrà rendere questo servizio alla verità, per il bene e la salvezza delle anime di tanti fedeli così tanto confusi.

Cordiali saluti.

Francesco Bernardini

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.